mercoledì 7 dicembre 2011

SETTE MILIARDI di uomini E UN FOTOGRAFO - Steve Mc Curry

Foto di Steve Mc Curry
Ho sempre trovato i ritratti di Steve McCurry, in mostra al Macro Testaccio di Roma fino ad Aprile 2011, classici, un po' banali e convenzionali. 

Nella maggior parte di questi il soggetto si trova al centro dell'inquadratura, la luce o è morbida e diffusa oppure è dura e scava le rughe del viso anziano della persona ritratta... 

Insomma, nonostante sia un fotografo celeberrimo e pluripremiato e io trovi i suoi scatti 'belli' e 'ben fatti', riesco ad accostarlo più facilmente alla figura di uno scienziato metodico che a quella di un artista, perchè i suoi ritratti descrivono l'aspetto dell'esemplare umano nelle sue più svariate forme ma senza introspezione nè malizia, cioè in modo scientifico, rigido ed esatto. 

Non vi è in essi il tentativo di cogliere un istante di tremore, un'incrinazione della maschera del soggetto, lo scemare di un'emozione o di un pensiero.
Tuttavia le fotografie di Steve McCurry mi sono balenate in testa mentre leggevo un articolo di Style del Corriere della Sera della scorsa settimana. 

 Lo scritto si incentrava sul fatto che a partire dal 31 ottobre 2011 il numero di esseri umani sulla Terra è, secondo una stima approssimativa, di 7 miliardi e che la popolazione mondiale ha impiegato più di un milione di anni per raggiungere il miliardo (nel 1804) ma solo altri duecento anni per settuplicarsi.

Secondo il giornalista, non c'era motivo di non avere una visione ottimistica della situazione attuale, dal momento che "ad ogni nuova bocca da sfamare corrisponde un cervello" e che mai il pianeta è stato occupato da una mole così imponente di massa celebrale.

Ma ciò che mia ha veramente stregato, di tutto questo discorso, è che oggi, per la prima volta, la Terra è popolata da sette miliardi di teste che ogni

Foto di Steve Mc Curry
mattina si svegliano e iniziano a pensare e che ogni sera si addormentano e cominciano a sognare. Immaginate ad ogni ora la quantità immensa di energia che viene prodotta solo per il fatto che 7 miliardi di persone hanno pensato o provato un'emozione. Immaginate l'intreccio casuale e caotico di così tanti percorsi di vita e l'impossibilità di ogni fatalismo.


Ecco, la sensazione di questo turbine in costante movimento, di questo flusso abbondantissimo di accadimenti mi ha fatto desiderare di bloccare qualche attimo di esistenza, di 'istantaneizzare' la vita, di imprigionare le sembianze di almeno qualche volto in un fotogramma, prima di farlo sfuggire di nuovo nel mondo. 

E' in questo modo che voglio guardare alle immagini di Steve McCurry, 'belle' e 'ben fatte', che in quest'ottica acquisiscono un più profondo senso di esistere ed anche una sfumatura artistica, in quanto nascono dalla necessità di raccontare l'estrema varietà del suo tempo.


Foto di Steve Mc Curry







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