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giovedì 28 giugno 2012

Sogni U.S.A.

Esiste ancora il sogno americano? Qual è il suo futuro in  un'epoca in cui la promessa di felicità  e di prosperità economica sembra scontrarsi con una realtà sempre più complessa e difficile? 
La mostra, a cura di Bartholomew F. Bland, propone le opere di undici artisti contemporanei americani che utilizzano fantasia, immaginazione e sogno per costruire possibili mondi alternativi di fronte alla realtà. Per alcuni la costruzione di mondi fantastici costituisce la propria personale critica alla società contemporanea; per altri ciò permette di creare nuovi scenari in cui ritrovare significati e valori che sembrano ormai persi. Alcune opere condensano l'essenza del reale in sistemi miniaturizzati, altre si espandono nello spazio creando mondi alternativi con cui lo spettatore è chiamato a interagire, altre ancora si nutrono di figure oniriche e fantastiche o riflettono su temi simbolici come la casa o la famiglia o immagini del mondo dei media, ancora oggi centrali nella costruzione del mito dell'American way of life.

La mostra:
"American Dreamers"
Realtà e immaginazione nell'arte contemporanea americana
Centro di cultura contemporanea Strozzina, Firenze
dal 9 Marzo al 15 Luglio 2012
by Will Cotton



by Adrien Broom

by Adrien Broom

by Adrien Broom



by Thomas Doyle

by Thomas Doyle

by Will Cotton
Rapture by Adrien Broom

mercoledì 18 aprile 2012

VIVIAN MAIER - Fotografa per natura


Moltissimi blog italiani e non hanno già scritto su di lei. Come accade spesso, ho scoperto il suo lavoro nella sezione portfolio di Internazionale.it di qualche mese fa e da allora la sua fama ha continuato a crescere di giorno in giorno. Circa tre anni dopo la sua morte  le sue fotografie non sono ancora state tutte sviluppate. 
Foto di Vivian Maier

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Ma andiamo con ordine. Vivian Maier (1° Febbraio 1926 - 21 Aprile 2009) nasce a New York, cresce in Francia per poi far ritorno negli USA. Nei suoi autoritratti, è una ragazza dallo sguardo serio, malinconico, concentrato e ci appare come una creatura solitaria, che abita un suo mondo interiore. Vive a Chicago per la maggior parte della sua vita. 
Autoritratto di Vivian Maier
Lavora come bambinaia, tata, babysitter, presso le famiglie benestanti americane degli anni '60 e '70. E' in questo contesto che Vivian deve trovare lo spazio e il tempo per far respirare il suo genio. Quotidianamente, intensamente e inconsapevolmente Vivian usa la fotografia per ricostruire il suo mondo interiore e per metterlo in comunicazione con quello che la circonda. Si serve di una Rolleiflex, di pellicole in bianco e nero di medio formato e raramente di un cavalletto, per gli autoritratti, quando è sola nella sua stanza. 
Foto di Vivian Maier
Vivian fotografa i bambini con cui passa le giornate, grazie al suo lavoro di bambinaia e immortala la vita quotidiana della città che scorre intorno a lei: le donne impellicciate che camminano per le strade, uomini al lavoro, la vita dei marciapiedi di Chicago e di New York. E' affascinata anche da chi vive ai margini e in solitudine, da chi è stato dimenticato dagli altri. I suoi scatti dimostrano una forte empatia e sensibilità. Gioca con i riflessi e le luci della città. Coglie quegli 'attimi eterni', difficili da aspettare e da riconoscere. Sfoca delicatamente ciò che non vuole sia in primo piano. Nonostante ci appaia come triste e seria, la Vivian fotografa sa essere anche ironica e dispettosa.
Foto di Vivian Maier
Nessuno conosceva la produzione fotografica di Vivian Maier fino a pochi mesi fa, quando un giovane investitore nel settore immobiliare, John Maloof, ha acquistato all'asta un appartamento nella zona Nord Ovest di Chicago, contenente una enorme quantità di rullini non sviluppati e materiale relativo alla fotografia come giornali e macchinette fotografiche appartenenti a Vivian. 
Ora le fotografie di Vivian Maier valgono una fortuna e sono e saranno esposte nei musei più ambiti del globo. Su internet si legge che Vivian sia "caduta in povertà" e che sia morta malata e sola. Dal suo archivio fotografico, che continua ad essere sviluppato giorno dopo giorno da John Maloof e dai suoi collaboratori, non sono ancora apparse fotografie che ritraggano un amore dell'autrice, nessun amante, compagno o compagna.

Ogni fotografia di Vivian racconta una storia che vale la pena di essere conosciuta, la storia della Chicago degli anni '50 e '60 filtrata dalla storia della sua vita.

VIVIAN MAIER SITO UFFICIALE - BLOG

Autoritratto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Autoritratto di Vivian Maier
Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier - autoritratto

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier



lunedì 9 aprile 2012

Mangia, prega, fotografa. Intervista a Cristina Capucci - Quando il portfolio è un diario

Cristina Capucci si ferma, respira e si mette in ascolto. Così sente le vibrazioni della natura che la circonda, stabilisce un contatto con il suo soggetto attraverso un'empatia silenziosa, entra in sintonia con la luce e l'ambiente e solo allora scatta una fotografia. Viaggia. Che si trovi in una metropoli cinese o in un bosco in Russia, registra le sue sensazioni e le porta con sè, traducendole in immagini calde, avvolgenti e ariose. 
Foto di Cristina Capucci


Raccontaci la tua esperienza in Cina (vedi Bio di Cristina C. a fondo pagina)
La mia esperienza in Cina ha coinciso con un momento particolare della mia vita perchè si stava risvegliando in me un forte interesse per la medicina naturale e la spiritualità e stava iniziando la mia carriera da fotografa. La Cina rappresentava un un ambiente incontaminato dal punto di vista delle possibilità sia lavorative sia di espressione. Grazie ad una serie di contatti virtuali che mi ero costruita prima di partire, una volta lì sono riuscita ad entrare in un network fino a ricoprire per un periodo il ruolo di supervisor dei serivizi fotografici per Elle China: mi trovavo sul set e controllavo che il lavoro venisse svolto nel modo giusto. Si trattava, più che di una direzione creativa, di una "direzione operativa". In Cina ho scattato molti cataloghi, ho lavorato per Aquascutum e per altri marchi già noti.
Foto di Cristina Capucci








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Cosa dici ai tuoi modelli sul set mentre scatti? Come crei una sintonia con loro? 
Quando scatto cerco sempre di andare oltre all'immagine fisica del modello. Non dico: "Muoviti" o "Stà serio" o "Arrabiati" ma provo a comunicare uno "Smile Inside" per vedere la luce e il potenziale che esce dalla persona. Provo a trasmettere sentimenti positivi per suscitare nel modello una gioia naturale che poi si traduce nella trazione che si prova quando si guarda una fotografia riuscita, un ritratto che ha una serenità di fondo. Molte delle mie fotografie sono scatti estemporanei rubati mentre il modello si sta muovendo. Chiedo di creare un movimento e poi catturo il momento giusto, cioè quando dimentica l'imbarazzo e la posa ed emerge la parte più naturale della sua personalità. Mi piace riuscire a creare ritratti nelle foto di moda impostate, sempre giocosi e un po' surreali.
Foto di Cristina Capucci
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Quali sono le commissioni che preferisci realizzare?
Sicuramente gli editoriali, nei quali posso esprimermi liberamente.
Fashion editors con cui ami lavorare?
Matteo Greco ha un grande talento ed è sicuramente uno stylist in crescita.  Oltre ad essere un caro amico, con lui ho realizzato la maggior parte dei miei servizi 'uomo'. Con  Ivan Bontchev, fashion editor di URBAN Magazine, mi trovo benissimo, mi sento completamente libera, e il lavoro si trasforma in una bella giornata tra amici. Ultimamente ho scattato per Interview Russia con Viviana Volpicella e confrontarmi con una professionista di alto livello mi ha emozionato moltissimo e mi ha dato la carica per proseguire con sempre più entusiasmo nel mio lavoro.  
Foto di Cristina Capucci

Progetti per il futuro?

Come fotografa, continuare così, giorno dopo giorno. In questo settore mi sono accorta quanto sia importante stare bene ancorata con i piedi per terra anche mentre 'surfi l'onda'. Per me è fondamentale portare avanti un lavoro su me stessa e uno sul piano professionale. Da un anno ho trovato il tempo di iscrivermi all'università in Naturopatia e Pranoterapia, discipline che mi interessano da sempre, che mi aiutano a 'staccare' e che mi permettono di conservare la mia personalità anche nel mondo della moda e della fotografia. Uno dei miei sogni è di poter avere un giorno uno spazio in mezzo alla natura dove poter applicare queste conoscenze sia sulle persone sia in campo veterinario. Si può dire che sto portando avanti la mia vita su questi due binari di cui uno sostiene l'altro.

Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci
Se io ti regalassi un biglietto aereo con destinazione aperta e un mese a disposizione, dove andresti?
Sempre a New York. C'è talmente tanto da fare! Quando sono lì ho la sensazione che ci sia una città invisibile sopra New York fatti di angeli! E' veramente la città delle possibilità, le persone sono aperte e mi sento sempre a casa ogni volta che ci vado. Una volta mi hanno commissionato un servizio fotografico quando ero ancora in aeroporto e sono riuscita ad organizzare lo shooting in poco meno di tre giorni! New York mi dà una carica e un'energia che riesco a portare con me anche quando torno a Milano e vorrei poterci tornare più spesso. 
La rosa dei tuoi fotografi preferiti.
Mario Testino è stato il fotografo che mi ha fatto innamorare della fotografia di moda e che mi ha più ispirato agli esordi.  Venetia Scott, Bruce Weber sono senza dubbio i miei preferiti. 
Cosa ti ispira?
Le mie 'visioni' e le mie esperienze di vita. Le immagini che creo rispecchiano i sentimenti che sto provando in un determinato periodo. E' come se il mio portfolio fosse il mio diario personale. 

Come si è instaurata la tua collaborazione con Vogue Russia?
Ero agli inizi. Solo da sei mesi lavoravo come professionista e di ritorno da Shanghai incontrai la mia famiglia all'aeroporto di Mosca. Mi trovavo li come turista, ma decisi di presentarmi a Vogue Russia e cercai di farmi ricevere dalla fashion editor. Non riuscii ad avere un appuntamento, ma lasciai comunque il mio portfolio alla reception della redazione...

 Che cosa è indispensabile per scattare una fotografia che sia comunicativa e che colpisca?
Ascoltare. L'ascolto della sensazione in quel momento. Fino a vedere l'immagine ancor prima di averla scattata.


Foto di Cristina Capucci

Bio
Nata a Como, studia Scienze della Comunicazione, laureandosi con una tesi sul Marketing Esperienziale negli Ambienti Online e Master in Advertising all'Istituto Europeo di Design. Dopo diversi anni di lavoro nell’ azienda di famiglia nel settore della moda, ricopre il ruolo di Responsabile della Comunicazione e successivamente quello di Responsabile della Produzione e Acquisti nei mercati asiatici con un focus specifico sulla Cina e sull’India. Si trasferisce in Cina dove collabora con diversi fotografi e come Assistente
alla Direzione Creativa per Elle China, lavorando per marchi come Aquascutum e l'Oreal. Decide quindi di dedicarsi totalmente alla fotografia.
I suoi scatti sono stati utilizzati per copertine di pubblicazioni varie in Italia e all’estero e per numerosi lavori commerciali: Ralph Lauren(advertorial), Aquascutum, Extyn Italia, Christian Pellizzari, Intenzioni – Bologna, Shopping Guide Moscow, Vogue Russia, Urban Magazine (RCS), Slurp Magazine, Nylon Mx Magazine, Contributor Magazine, New wave Magazine - TO2W, MODELS.COM, Neo 2, Essential Homme e Interview Russia.
Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci


Foto di Cristina Capucci
Foto di Cristina Capucci