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lunedì 31 dicembre 2012

AND THE WINNER IS ...


 Lo staff di eStèrnati è lieto di annunciare i vincitori dell'eStèrnati Photocontest 2012 con tema "Autoritratto". Siete stati numerosissimi a partecipare con la Vostra 
infinita creatività e Vi ringraziamo.


Vincitore Categoria Fotocamera Reflex Digitale:


CARLOTTA BORTOLOTTO (RESANA, TV)
 "CARATTERISTICHE DI ME"
premio di 200 euro + intervista sul blog!


















 Vincitore Categoria Fotocamera Compatta:


 FEDERICA CAMPOCHIARO (ROMA)
"MANCAMENTO, NIENTE ZUCCHERO NEL CAFFé"
 premio 100 euro + intervista sul blog!
























Una menzione speciale della giuria va anche a:

- "LA FONTE DELLA MIA ENERGIA"
MARY INDELICATO (CATANIA)
CATEGORIA: REFLEX

- "IN FONDO AI TUOI OCCHI"
STEFANO DE ANGELIS (ROMA)
CATEGORIA: REFLEX

- NO TITLE
MARIA VITTORIA PERIN (VAZZOLA, TREVISO)
CATEGORIA: REFLEX

- NO TITLE
CHIARA FADDA (SELARGIUS,CA)
CATEGORIA: REFLEX

- "NO PHOTO PLEASE"
AUTHOR: DIEGO FIGONE SAMBUCETI (LAVAGNA, GE)
CATEGORY: REFLEX

- "A VOLTE VEDO IL MONDO CAPOVOLTO"
AUTHOR: MARIELLA VITALE (TRANI - BT)
CATEGORIA: REFLEX

- "MYCRO DISTRACTIONS"
ALESSIO ANGILLETTA (RECCO)
CATEGORIA: REFLEX

- "ECCE DOLL"
ANDREA SCARANTINO (ENNA)
CATEGORIA:REFLEX

- NO TITLE
DAVIDE FRANCESCO CABRA (GAMBARA, BS)
CATEGORIA: REFLEX

- "PENSIERO D'AMORE"
NIKO (VARESE)
CATEGORIA:COMPACT CAMERA

- NO TITLE
ALICE CANEPA (GENOVA)
CATEGORIA: COMPACT CAMERA

giovedì 28 giugno 2012

Sogni U.S.A.

Esiste ancora il sogno americano? Qual è il suo futuro in  un'epoca in cui la promessa di felicità  e di prosperità economica sembra scontrarsi con una realtà sempre più complessa e difficile? 
La mostra, a cura di Bartholomew F. Bland, propone le opere di undici artisti contemporanei americani che utilizzano fantasia, immaginazione e sogno per costruire possibili mondi alternativi di fronte alla realtà. Per alcuni la costruzione di mondi fantastici costituisce la propria personale critica alla società contemporanea; per altri ciò permette di creare nuovi scenari in cui ritrovare significati e valori che sembrano ormai persi. Alcune opere condensano l'essenza del reale in sistemi miniaturizzati, altre si espandono nello spazio creando mondi alternativi con cui lo spettatore è chiamato a interagire, altre ancora si nutrono di figure oniriche e fantastiche o riflettono su temi simbolici come la casa o la famiglia o immagini del mondo dei media, ancora oggi centrali nella costruzione del mito dell'American way of life.

La mostra:
"American Dreamers"
Realtà e immaginazione nell'arte contemporanea americana
Centro di cultura contemporanea Strozzina, Firenze
dal 9 Marzo al 15 Luglio 2012
by Will Cotton



by Adrien Broom

by Adrien Broom

by Adrien Broom



by Thomas Doyle

by Thomas Doyle

by Will Cotton
Rapture by Adrien Broom

martedì 15 maggio 2012

IL FUTURO ERA DONNA - Harri Peccinotti

[LA CORRETTA VISUALIZZAZIONE DI QUESTO BLOG è SU CHROME, SAFARI E MOZILLA, NON SU INTERNET EXPLORER]

Preferirei, miei cari lettori, portarvi sempre a conoscenza di un nuovo talento, di un fotografo contemporaneo dallo sguardo originale ma non ho potuto rimanere indifferente quando mi sono ritrovata d'avanti gli scatti 'grafici' di Harri Peccinotti. E' andata così: 3 anni or sono frequentavo una libreria di fotografia al civico 55 dello Scalo San Lorenzo a Roma dove per qualche tempo ha anche avuto sede il collettivo fotografico OnOff Picture. Lì seguivo un seminario sul reportage fotografico e quando arrivavo in anticipo alle lezioni mi fermavo a sfogliare i volumi in esposizione, centinaia di pagine e di immagini che sarebbero finite ad aleggiare nel mio subconscio fino ad oggi. Fu durante quello sfogliare rilassato che mi capitarono per la prima volta sotto gli occhi le immagini di Peccinotti: una teenager acqua e sapone che lecca un ghiacciolo rosa fucsia, un costume da bagno anni settanta che aderisce su un seno di ragazza, lasciandone intravedere il capezzolo turgido.

Foto di Harri Peccinotti

Qualche giorno fa, navigando nell'etere, mi sono imbattuta in un articolo sull'autore di quelle fotografie che non ho potuto non riconoscere: il fotografo e art director Peccinotti era raccontato su Musemagazine e così ho voluto ricostruire la sua vita e presentarvi il suo lavoro rivoluzionario, per l'epoca, ma che continua a influenzare l'immaginario collettivo della nostra generazione.
Foto di Harri Peccinotti
<<Amo la natura in tutte le sue forme. E le forme più belle, in questo mondo imperfetto, saranno sempre quelle delle donne>>. Così dichiarava apertamente Harri Peccinotti. Oggi, settantenne con lunga barba bianca, ieri, negli anni sessanta, fondatore e art director della rivista Nova, totalmente femminista e anticonformista. Londinese, nasce nel 1935, a 14 anni lascia gli studi per dedicarsi alla musica jazz con un trombone basso sotto braccio. Vira verso la fotografia commerciale realizzando copertine per libri e dischi fino a fondare ne 1965, con alcuni amici nel campo delle arti visive, una delle riviste più influenti degli anni Sessanta: Nova. In un periodo storico ancora pieno di tabù, in cui le riviste femminili insistevano sui temi della famiglia e della vita domestica, Peccinotti creò un magazine destinato alle donne A.A. "Above Average Income and Intelligence" (Reddito e Intelligenza superiori alla media).

Foto di Harri Peccinotti


















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La rivista trattava di filosofia, di sociologia, di politica, di femminismo e di libertà sessuale. La redazione era affollata di giornalisti baciati dal vento dell'emancipazione culturale, che sfornavano articoli provocatori e le immagini che venivano proposte su Nova raccontavano una donna che esercitava con disinvoltura il suo diritto alla libertà sessuale, attraverso un corpo imperfetto e proprio per questo terribilmente sexy. Per le fotografie non venivano mai utilizzate modelle professioniste ma donne normali, che si potevano incontrare per la strada o in ufficio e per la prima volta, donne di colore. <<Suonavo musica nei locali e sui palcoscenici c'era una multietnicità che è entrata in modo naturale nelle mie immagini>>, raccontava Peccinotti.
Con titoli di copertina come If you are a housewife (and bored by it), la sua rivista ha contribuito a sradicare le donne dalle cucine, dalle famiglie, dal focolare, dalle prigioni domestiche più asfissianti. Si racconta che una volta Harri Peccinotti comprò da un fotografo americano l’intera sequenza che ritraeva la moglie nell’atto di dare alla luce un bambino e la pubblicò. <<Abbiamo fatto sold out in dieci minuti>>, ricorda.
Harri ha lavorato come fotografo e come consulente fotografico per Elle, Vogue, Harper's Bazar, Flair, Vanity Fair, Rolling Stone, Queen e soprattutto per il settimanale francese Le Nouvel Observateur. La sua biografia è raccontata nel libro "H. P. Harri Peccinotti". 

Ad un osservatore di oggi le fotografie di Harri potrebbero sembrare scontate e banali, considerando il nauseabondo sovraccarico di immagini "sexy" a cui è sottoposto l'esemplare umano medio abitante della società occidentale. Tuttavia è stato lui a catturare per la prima volta su pellicola il lato sexy della vita di ogni giorno e la sensualità delle azioni quotidiane di ogni donna, reinventando completamente le allusioni al sesso e ribaltando l'immagine della donna casalinga e ubbidiente. Il suo stile è stato e rimarrà inconfondibile: scatti a distanza ravvicinata, intimi, grafici, composti a regola d'arte e naturali allo stesso tempo. <<Ho sempre fatto molti close up, perché penso che siano grafici, è come avvicinarsi. È l’aspetto grafico dell’immagine che la rende erotica, non il contrario>> diceva Peccinotti commentando il suo lavoro.


Le fonti di questo articolo: showstudio - musemagazine - ilSole24Ore

Foto di Harri Peccinotti























 Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti

Foto di Harri Peccinotti





mercoledì 18 aprile 2012

VIVIAN MAIER - Fotografa per natura


Moltissimi blog italiani e non hanno già scritto su di lei. Come accade spesso, ho scoperto il suo lavoro nella sezione portfolio di Internazionale.it di qualche mese fa e da allora la sua fama ha continuato a crescere di giorno in giorno. Circa tre anni dopo la sua morte  le sue fotografie non sono ancora state tutte sviluppate. 
Foto di Vivian Maier

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Ma andiamo con ordine. Vivian Maier (1° Febbraio 1926 - 21 Aprile 2009) nasce a New York, cresce in Francia per poi far ritorno negli USA. Nei suoi autoritratti, è una ragazza dallo sguardo serio, malinconico, concentrato e ci appare come una creatura solitaria, che abita un suo mondo interiore. Vive a Chicago per la maggior parte della sua vita. 
Autoritratto di Vivian Maier
Lavora come bambinaia, tata, babysitter, presso le famiglie benestanti americane degli anni '60 e '70. E' in questo contesto che Vivian deve trovare lo spazio e il tempo per far respirare il suo genio. Quotidianamente, intensamente e inconsapevolmente Vivian usa la fotografia per ricostruire il suo mondo interiore e per metterlo in comunicazione con quello che la circonda. Si serve di una Rolleiflex, di pellicole in bianco e nero di medio formato e raramente di un cavalletto, per gli autoritratti, quando è sola nella sua stanza. 
Foto di Vivian Maier
Vivian fotografa i bambini con cui passa le giornate, grazie al suo lavoro di bambinaia e immortala la vita quotidiana della città che scorre intorno a lei: le donne impellicciate che camminano per le strade, uomini al lavoro, la vita dei marciapiedi di Chicago e di New York. E' affascinata anche da chi vive ai margini e in solitudine, da chi è stato dimenticato dagli altri. I suoi scatti dimostrano una forte empatia e sensibilità. Gioca con i riflessi e le luci della città. Coglie quegli 'attimi eterni', difficili da aspettare e da riconoscere. Sfoca delicatamente ciò che non vuole sia in primo piano. Nonostante ci appaia come triste e seria, la Vivian fotografa sa essere anche ironica e dispettosa.
Foto di Vivian Maier
Nessuno conosceva la produzione fotografica di Vivian Maier fino a pochi mesi fa, quando un giovane investitore nel settore immobiliare, John Maloof, ha acquistato all'asta un appartamento nella zona Nord Ovest di Chicago, contenente una enorme quantità di rullini non sviluppati e materiale relativo alla fotografia come giornali e macchinette fotografiche appartenenti a Vivian. 
Ora le fotografie di Vivian Maier valgono una fortuna e sono e saranno esposte nei musei più ambiti del globo. Su internet si legge che Vivian sia "caduta in povertà" e che sia morta malata e sola. Dal suo archivio fotografico, che continua ad essere sviluppato giorno dopo giorno da John Maloof e dai suoi collaboratori, non sono ancora apparse fotografie che ritraggano un amore dell'autrice, nessun amante, compagno o compagna.

Ogni fotografia di Vivian racconta una storia che vale la pena di essere conosciuta, la storia della Chicago degli anni '50 e '60 filtrata dalla storia della sua vita.

VIVIAN MAIER SITO UFFICIALE - BLOG

Autoritratto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Autoritratto di Vivian Maier
Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier - autoritratto

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier

Foto di Vivian Maier



mercoledì 7 marzo 2012

When less is more - Pascal Felloneau

Prima che il 2011 finisse, sul blog di arte e fotografia Booooom è comparsa una galleria che conteneva le immagini dei migliori 75 fotografi in cui gli autori del sito si erano imbattuti nell'ultimo anno. Ho voluto indagare sull'autore della fotografia di sei cigni, tutti con la testa immersa nell'acqua scura. Volevo scoprire se quella foto fosse stata un momento di fortuna oppure se tutte le fotografie di Pascal Fellonneau fossero così incantevoli. 

Foto di Pascal Felloneau

L'artista francese, attraverso le sue fotografie, ci fa vedere il mondo con i suoi occhi: le composizioni sono minimali, semplicissime, i colori vividi. In una realtà fatta di oggetti e luoghi ordinari, ha il dono di saper sempre rintracciare e mostrare lo straordinario, il meraviglioso, il seducente.

Ho indagato ancora fino a scoprire un blog eccezionale che non conoscevo. Nopefun è un grande archivio di brevi interviste a fotografi, artisti e "geni in generale" curato esclusivamente dal (forse) cinese Lee Chang Ming. Qui ho trovato anche una pagina dedicata a Pascal Fellonneau e una breve intervista al fotografo.
Foto di Pascal Felloneau
nopefun: Da quanto tempo fotografi e come hai iniziato
Fellonneau: Ho iniziato a fotografare quando avevo sedici anni ma con lunghe pause. Ho ricominciato davvero a partire dal 2003 quando vivevo in Islanda.

Foto di Pascal Felloneau
nopefun : Qual è il significato della serie "The Farm"Che cosa significa per te?


Fellonneau: "The Farm" è un tentativo di documentare la casa dove ho trascorso gran parte della mia fanciullezza, alla fattoria dei miei nonni. Mi sono accorto che nel corso degli anni le cose stavano lentamente cambiando e  ho voluto tenere traccia di come erano quando ero un bambino, senza averne nostalgia. 
nopefun: Frutto preferito?
Fellonneau: Ciliegie
Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau

Foto di Pascal Felloneau